...torno sui miei passi...

 



UNO DEL CLAN: LUCIANO BERETTA (di Roberto Salvetti)


Brescia, ottobre 2005

Si  è fin qui tanto parlato di personaggi del Clan di Celentano, soffermandoci più che altro su quel che riguarda i cantanti; tuttavia era parecchio tempo che si pensava di dedicare un nostro servizio a quella che io definirei senza ombra di dubbio “L’anima” del Clan, giacché Adriano è già stato a suo tempo “Il cuore e la Voce”. Parliamo di Luciano Beretta, il paroliere autore di molti dei più grandi successi di Adriano (ma talmente tanti che a tirar fuori tutti i 45 giri scritti da lui c’è venuto il mal di schiena!).
“...Son nasuu in Guglielmo Pepe al numer vott, son passaa in Via Garigliano al numer trii…”
Questa frase da lui scritta anni fa, è immortalata su una lapide situata proprio a Milano in Via Garigliano 3 e inaugurata poco tempo fa.
Luciano Beretta nasceva appunto a Milano nel 1928 da madre sarta e padre autista. Alla sua morte, avvenuta a 66 anni, improvvisamente, nel 1994, Gino Santercole con poche parole disse “...Era il poeta del Clan”. Al contrario, Don Backy riteneva estremamente riduttiva questa definizione, e a ragione.
Diplomato come geometra, iniziò giovanissimo la sua carriera nel mondo dello spettacolo, spaziando in tutti i generi artistici: fu poeta, cantante (ha inciso a sua volta dei dischi), pittore, scenografo, attore teatrale, cabarettista, perfino ballerino alla Scala di Milano. Infatti, debuttò nel 1946 come “Primo Ballerino Mimo” in cartellone col nome d’arte di Luciano Delars, fino al 1951, facendo amicizia con molti grandi nomi del teatro, da Herbert Von Karajan a Carla Fracci.  Successivamente partecipò a molti spettacoli, come “Ciao Fantasma” del 1953 con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, “Niagara Follies” di Esther Williams, poi ancora collaborazioni con l’indimenticato Gianni Magni dei Gufi, con Marcello Marchesi, Sandra Mondaini, Gino Bramieri, Vittorio de Sica, Alighiero Noschese, con la compagnia dei Legnanesi ecc…
Si esibisce in moltissimi spettacoli teatrali come mimo e fantasista, spesso in compagnia di un fazzoletto che con gran senso artistico sapeva trasformare  secondo l’esigenza in cappello, in un fiore, un coniglio o altro tipo di animale, e in tanti altri oggetti che gli sarebbero serviti durante ogni suo spettacolo.
La fama a grandi livelli gli arriva qualche anno più tardi come paroliere. Inizia a farsi conoscere scrivendo i testi delle prime canzoni di successo di Celentano: TEDDY GIRL, AULI’ ULE’, SI E’ SPENTO IL SOLE ecc…
E’ lui che “sviluppa” i profondi concetti espressi da Adriano per le sue canzoni, e le traduce in testi-capolavoro (una su tutte IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK) trasformandole in canzoni senza tempo. Così negli anni del Clan, arrivano a raffica grandi successi per Celentano, tra cui IL PROBLEMA PIU’ IMPORTANTE, TORNO SUI MIEI PASSI, MONDO IN MI 7, STORIA D’AMORE, VIOLA, BELLISSIMA, LA FESTA, UNA CAREZZA IN UN PUGNO, CHI NON LAVORA NON FA L’AMORE, L’UOMO NASCE NUDO, SOTTO LE LENZUOLA e tante altre. Era autore anche di altre splendide canzoni per altri artisti in ambito Clan, come Teo Teocoli, I Ragazzi della Via Gluck (suo è il testo de IL CONTADINO, riproposta anni più tardi da Adriano nei “Miei Americani”), Ico Cerutti (L’UOMO DEL BANJO), Katty Line (LA RIVALE), Gino Santercole (QUESTO VECCHIO PAZZO MONDO), Pilade (LA MIA CICCIA) e via dicendo. Il solo Don Backy pareva essere stato l’unico nel Clan ad avere una sua autonomia artistica, in quanto lui collaborava più che altro con Detto Mariano; tuttavia è bene ricordare che anche lui incise brani con Beretta come autore di testi, come ad esempio FUGGIASCO, suo brano di debutto discografico ufficiale, CARA (buon successo discografico), L’EGOISTA (scritta con Ico Cerutti e Pino Massara), MA CON CHI (uno degli ultimi brani incisi da Don Backy al Clan, firmato anche da Adriano).
Ma Luciano non era solamente quello di “Beretta-Del Prete” (vi ricordate? Tante volte nei 45 giri di Celentano leggevamo questo binomio sotto i titoli del disco…).  Fu autore di tantissimi altri brani, alcuni di grande successo, per MILVA, FAUSTO LEALI, I CAMALEONTI (basta citare la sola APPLAUSI e già ci siamo capiti…), ORIETTA BERTI e CATERINA CASELLI (che portò al clamoroso successo quella sua NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE che fu scritta inizialmente per Adriano e che lui, pur incidendola, rifiutò di portare al Festival di Sanremo preferendo IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK…) e si potrebbe andare avanti per ore ad elencare brani.
Ha inciso a sua volta anche lui alcuni dischi, di cui riportiamo tra queste pagine alcune copertine, tra cui un simpatico LP pubblicato proprio dal Clan intitolato LO ZOO SI DIVERTE: fu una raccolta di fiabe per bambini, per metà narrate dalla sua voce e l’altra metà musicate e cantate dal Coro di Nini Comolli. Tali fiabe uscirono anche su 45 giri in ordine cronologico, la cui pubblicità sul retro dei dischi annunciava che le “Fiabe Clan” sarebbero state invece narrate dalla voce di Adriano Celentano (il quale evidentemente avrà senz’altro cambiato idea proprio al momento di stampare i dischi…)
Luciano Beretta amava il Lago di Garda, a Garda a metà anni ‘70 ottenne dal Sindaco la pergamena che gli attribuiva la cittadinanza onoraria. Pergamena che negli anni a seguire fu controfirmata anche dagli altri sindaci.
E proprio a Garda morì nel 1994, poco dopo aver terminato l’ultimo suo lavoro discografico con l’amica Chiara, traducendo per lei le canzoni della grande Edith Piaf.
La sua ultima canzone, AMICI MIEI 2, sembrò quasi una sorta di testamento:

“ Amici, amici miei, amici cari di tanti anni…
Amici  che hanno diviso con me le gioie, con me gli affanni!
Amici del mio Milano, città che dico sempre al maschile...perché io sono donna e femminile!
Amico, grande parola, parola santa della mia gola…
Amico che quando parte lascia un gran vuoto nella mia arte…
Un’arte l’arte canora che va diritta, diritta al cuore…
Un’arte nella mia voce che ha nome “amore”…

Sono passati ormai più di 10 anni dalla sua scomparsa, ma in molti continuano a tenerne vivo il ricordo, tra cui il club “Amici di Luciano Beretta”, con manifestazioni intitolate in suo onore. E’ possibile anche visitare il sito ufficiale dell’artista www.lucianoberetta.it , da cui si può “sfogliare” il libro del suo straordinario percorso artistico.